Storia

Il Gruppo Tamburini del Serafino, nasce nel 2002 con l'esigenza da parte dell'Ente Palio di avere un gruppo che aprisse il corteo durante le sfilate a cui si partecipava per la promozione del Palio sarnanese. Fin da allora il gruppo ha partecipato a diverse uscite nelle rievocazioni storiche della provincia; La disfida del bracciale di Treia, La contesa della Margutta di Corridonia, il Palio di S. Ginesio, la giostra del Ponte del Diavolo di Tolentino, Mogliano 1744. Il Palio dei Castelli di San Severino Marche,  la Corsa alla Spada di Camerino, la rievocazione di Morrovalle, il Palio dei Terzieri di Montecassiano e tante altre. Il gruppo si è esibito anche fuori regione, a Varese e al Vaticano davanti a Sua Santità Giovanni Paolo II.

Composto inizialmente da elementi, provenienti dalle quattro contrade in cui si divide Sarnano, il gruppo annovera oggi 18 componenti che si esibiscono suonando timpani, e rullanti, i quali riescono a creare, alternandosi e sovrapponendosi, sonorità suggestive.

I rullanti sono strumenti indispensabili per attenersi fedelmente alla tradizione medievale. Contrariamente a quanto si pensa, infatti, erano largamente utilizzati nel medioevo e conosciuti con il nome di tambourin ; le corde non erano metalliche, bensì di budello, ma il risultato acustico era simile a quello dei moderni rullanti.

I tamburi, insieme alle campane e ai fuochi, erano strumenti di comunicazione dei messaggi pubblici del tempo. Il Tamburo era più strettamente collegato all'idea di una vicenda militare, infatti i soldati dovevano imparare a riconoscere i diversi suoni, ritmi o battute che equivalevano ad altrettanti ordini e disposizioni. I suonatori scandivano il tempo di marcia dei soldati e con il loro rullare davano coraggio alle proprie truppe e cercavano di spaventare il nemico. I tamburi venivano anche impiegati per altre occasioni quali ricorrenze, feste, solennità, annunci di pericolo e mobilitazioni. Purtroppo la gran parte dei brani che venivano eseguiti dai vari eserciti non fu mai notata su carta, sia per motivi pratici che di sicurezza, dato che il nemico non doveva certo riuscire a scoprire i vari segnali. Infatti il tamburino suonava a memoria o improvvisava e comunque generalmente era affiancato da una serie di flautisti. Il ruolo o compito del flautista e tamburino era molto importante, infatti tutti i capitani dovevano avere tamburi e pifferi e uomini che dovevano saperli usare; dovevano essere fedeli, discreti ed ingegnosi, capaci di suonare i loro strumenti e versati in diverse lingue, perché spesso venivano mandati a parlare ai nemici, a raccogliere e condurre prigionieri. Se fosse successo che tali tamburi fossero caduti nelle mani del nemico, ne regali ne violenza dovevano far rivelare i segreti che custodivano, in particolar modo i segnali. Dovevano continuamente esercitarsi ed insegnare ai nuovi tamburini i vari suoni di marcia (marche), dell'allarme (allarum), dell'avvicinamento (approache), dell'assalto (assaulte), del combattimento (battile), della ritirata (retreate), e ogni altro segnale che occorreva riconoscere.

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